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COVO DI LATITANTI IN SILA?
Un casolare potrebbe aver ospitato 3 fuggitivi
Cosenza - Nel casolare dei boschi di Serrisi a San Giovanni in Fiore in cui martedì scorso durante un blitz i Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno sequestrato un kalashnicov, una mitraglietta da guerra e un fucile a canne mozze, si sarebbero nascosti alcuni dei 13 indagati sfuggiti alla cattura nell'ambito della maxi operazione 'Crimine' scattata qualche settimana fa tra Calabria e Lombardia, che ha portato all'arresto di circa 300 persone, alla disarticolazione di 15 'locali' di 'ndrangheta, all'intercettazione di 40 summit di mafia nel giro di due anni, tra cui il tradizionale vertice al santuario di Polsi e al sequestro di beni per sessanta milioni di euro. Ne sono convinti gli inquirenti che nella zona avrebbero notato dei movimenti sospetti. Una sorta di vigilanza con veri e propri turni. Possibile che tanto impegno fosse finalizzato solo a proteggere le armi? Evidentemente c'era ben altro da sorvegliare. Il sospetto è dunque che ci fossero tre latitanti. Molti indizi rinvenuti nel casolare e nel terreno circostante andrebbero in tale direzione. Probabilmente il sistema di avvistamento e protezione messo in campo dai presunti fiancheggiatori ha consentito ai ricercati di sfuggire al controllo e alla cattura. Un'ipotesi a cui si sta lavorando in maniera serrata. E qualche indicazione in più potrebbe arrivare dall'analisi delle armi oltre che dall'interrogatorio del proprietario del terreno finito in manette.
Emilia Canonaco - 29/07/2010